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15/gen/2012

Afghanistan:contingente italiano avvia reintegro di trenta "insurgents"

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 Gruppi di "insurgents"con i loro comandanti che consegnano le armi e altro materiale ai militari italiani. E' con questo gesto, e con una piccola cerimonia, durante la quale le armi sono state posate su un tavolo   che 3o "insurgents"hanno fatto una sorta di pubblico giuramento con il quale accettano e riconoscono le istituzioni afgane e abbandonano la guerriglia. E' l'avvio del processo di reintegrazione di 3o  "insurgents" dei distretti di Shindand e Obeh, (nella zona di responsabilità del Rc-West, a guida Brigata Sassari e del Generale di Brigata Luciano Portolano)nella vita sociale afgana. Un processo di reintegrazione che è il frutto di un lavoro faticoso e molto impegnativo condotto dai militari italiani in collaborazione con le forze di sicurezza afgane e con gli  altri militari del contigente ISAF. Frutto di un lavoro di intensa negoziazione portata avanti anche dalle istituzioni governative e con una campagna di informazione condotta  durante le operazioni congiunte e che è riuscita in questo caso specifico, a spezzare il legame tra i talebani e la loro influenza sulla popolazione afgana. Due le modalità di azione:mediante attività cinetiche cioè con un contrasto dinamico e direttamente sul campo con i talebani, e poi   con attività dette non cinetiche che hanno l'obiettivo di incentivare la fiducia nelle istituzioni afgane. Un risultato davvero notevole questo del reintegro di 3o "insurgents" che si riassume  tutto  nel loro gesto di consegna delle armi ai militari italiani. Segna il loro  ritorno ad una vita sociale "normale"lontana dalla violenza e per la popolazione una maggiore tranquillità.

04/gen/2012

Guerra simulata con ferito grave venti giovani denunciati


Il gruppo la vigilia di Natale era entrato in un'area posta sotto sequestro dalla Forestale per giocare a "Softair". Un giovane di 19 anni era caduto da un tetto finendo in gravi condizioni all'ospedale

Il corpo forestale dello Stato di Arezzo ha denunciato per violazione dei sigilli ad area sequestrata le venti persone che hanno partecipato alla battuta di 'Softair', uno dei più popolari giochi di guerra, organizzata il 24 dicembre scorso all'Alpe di Poti, nel comune di Arezzo. La guerra simulata era finita  in tragedia con la caduta dal tetto dell'ex stabilimento 'Fontemura' di un ventenne di origine americana residente a Castiglion Fiorentino che vi partecipava.

Il giovane è tutt'ora ricoverato a Siena in gravi condizioni. Durante gli accertamenti, gli uomini del Corpo Forestale, dopo un iniziale reticenza da parte dei partecipanti, sono riusciti a ricostruire, grazie ad alcune testimonianze, lo scenario con esattezza. In questo modo hanno appurato che i venti partecipanti, anzichè giocare nei boschi, lo avevano fatto nell'area dell'ex stabilimento, lo stesso sequestrato dalla Forestale l'estate scorsa per la presenza di rifiuti pericolosi. Le indagini proseguono perchè, come confermato dalla Forestale, mutando lo scenario in cui si sono svolti i fatti, potrebbero profilarsi ulteriori responsabilità a carico del gruppo.


09/dic/2011

Libano, 5 peacekeeper francesi feriti in attentato


TIRO, Libano - Cinque caschi blu francesi del contingente Onu di pace in Libano sono rimasti feriti oggi dall'esplosione di una bomba durante una missione di pattugliamento lungo la frontiera meridionale con Israele, riferiscono un testimone e fonti della sicurezza.
L'esplosione ha investito una jeep su cui viaggiavano i peacekeeper nella città di Tiro, ha detto il portavoce dell'Unifil Andrea Tenenti.
Un reporter Reuters ha visto almeno sei persone ferite sulla scena pochi minuti dopo l'esplosione.
Fonti della sicurezza parlano di sette persone ferite, cinque peacekeeper e due passanti. Fonti mediche dicono che un soldato ferito è in gravi condizioni.
L'attentato di oggi fa seguito all'esplosione di due bombe collocate lungo la strada che quest'anno hanno colpito le forze Unifil vicino a Sidone. A maggio sei soldati italiani sono rimasti feriti, e l'Italia ha subito dopo ridotto il contingente militare in Libano. A luglio sono stati feriti sei soldati francesi.
L'Unifil dispone in Libano di 12mila militari, tra truppe di terra ed equipaggi navali. (Hussein Saad)

Fonte:  (Reuters)