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26/feb/2012

Treviso, colpiti da pallini di gomma mentre fanno il pieno di benzina


Il 55enne titolare della stazione di servizio in tangenziale ha chiamato la polizia. Gli spari provenivano da uno dei palazzoni lungo la strada. Nessuno è rimasto ferito

TREVISO – Crivellati da pallini di gomma, mentre fanno rifornimento al distributore. Questa l’incredibile vicenda di cui sono stati protagonisti il titolare e i clienti della stazione di servizio «Ip» lungo la tangenziale di Treviso. Il gestore ha chiesto l’intervento della polizia, ma gli agenti non sono riusciti a individuare l’autore del gesto. Una vera e propria raffica di colpi che, dopo aver centrato il titolare del distributore e alcuni clienti, ha lasciato a terra una pioggia di pallini di plastica. Miniproiettili di gomma, di quelli utilizzati per la pratica del softair sparati, con ogni probabilità, con un fucile specifico per questa disciplina, da uno dei palazzoni al di là della Tangenziale. A dare l’allarme, il 55enne titolare della stazione di servizio che ha chiesto l’intervento della polizia. Gli agenti hanno ricostruito la traiettoria dei colpi, individuano in alcuni edifici al di là della strada, il punto da cui l’anonimo «cecchino». Di lui però, nonostante le ricerche, per ora ancora nessuna traccia.
FONTE: Milvana Citter

 

15/gen/2012

Afghanistan:contingente italiano avvia reintegro di trenta "insurgents"

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 Gruppi di "insurgents"con i loro comandanti che consegnano le armi e altro materiale ai militari italiani. E' con questo gesto, e con una piccola cerimonia, durante la quale le armi sono state posate su un tavolo   che 3o "insurgents"hanno fatto una sorta di pubblico giuramento con il quale accettano e riconoscono le istituzioni afgane e abbandonano la guerriglia. E' l'avvio del processo di reintegrazione di 3o  "insurgents" dei distretti di Shindand e Obeh, (nella zona di responsabilità del Rc-West, a guida Brigata Sassari e del Generale di Brigata Luciano Portolano)nella vita sociale afgana. Un processo di reintegrazione che è il frutto di un lavoro faticoso e molto impegnativo condotto dai militari italiani in collaborazione con le forze di sicurezza afgane e con gli  altri militari del contigente ISAF. Frutto di un lavoro di intensa negoziazione portata avanti anche dalle istituzioni governative e con una campagna di informazione condotta  durante le operazioni congiunte e che è riuscita in questo caso specifico, a spezzare il legame tra i talebani e la loro influenza sulla popolazione afgana. Due le modalità di azione:mediante attività cinetiche cioè con un contrasto dinamico e direttamente sul campo con i talebani, e poi   con attività dette non cinetiche che hanno l'obiettivo di incentivare la fiducia nelle istituzioni afgane. Un risultato davvero notevole questo del reintegro di 3o "insurgents" che si riassume  tutto  nel loro gesto di consegna delle armi ai militari italiani. Segna il loro  ritorno ad una vita sociale "normale"lontana dalla violenza e per la popolazione una maggiore tranquillità.

04/gen/2012

Guerra simulata con ferito grave venti giovani denunciati


Il gruppo la vigilia di Natale era entrato in un'area posta sotto sequestro dalla Forestale per giocare a "Softair". Un giovane di 19 anni era caduto da un tetto finendo in gravi condizioni all'ospedale

Il corpo forestale dello Stato di Arezzo ha denunciato per violazione dei sigilli ad area sequestrata le venti persone che hanno partecipato alla battuta di 'Softair', uno dei più popolari giochi di guerra, organizzata il 24 dicembre scorso all'Alpe di Poti, nel comune di Arezzo. La guerra simulata era finita  in tragedia con la caduta dal tetto dell'ex stabilimento 'Fontemura' di un ventenne di origine americana residente a Castiglion Fiorentino che vi partecipava.

Il giovane è tutt'ora ricoverato a Siena in gravi condizioni. Durante gli accertamenti, gli uomini del Corpo Forestale, dopo un iniziale reticenza da parte dei partecipanti, sono riusciti a ricostruire, grazie ad alcune testimonianze, lo scenario con esattezza. In questo modo hanno appurato che i venti partecipanti, anzichè giocare nei boschi, lo avevano fatto nell'area dell'ex stabilimento, lo stesso sequestrato dalla Forestale l'estate scorsa per la presenza di rifiuti pericolosi. Le indagini proseguono perchè, come confermato dalla Forestale, mutando lo scenario in cui si sono svolti i fatti, potrebbero profilarsi ulteriori responsabilità a carico del gruppo.